Il 6 giugno la città torna a riempirsi di colori e rivendicazioni. Tra memoria, diritti e nuove sfide, il Coordinamento Torino Pride rilancia: «Anche la gioia nelle strade è politica»
Non è solo una parata, né soltanto una celebrazione: è un atto politico, collettivo, necessario. Il prossimo 6 giugno 2026 le strade del capoluogo piemontese torneranno ad accogliere il Torino Pride, in un’edizione che segna un traguardo simbolico e storico: vent’anni dalla prima grande marcia nazionale ospitata dalla città nel 2006.
A distanza di due decenni da quel 17 giugno che segnò una svolta per il movimento LGBTQIA+ italiano, Torino si prepara a vivere un Pride dal forte valore identitario e politico. Il Coordinamento Torino Pride ha scelto un claim evocativo – “Venti di lotte” – per raccontare un percorso fatto di conquiste, resistenze e nuove rivendicazioni ancora aperte.
Una memoria che diventa futuro
Nel 2006, quando Torino ospitò l’unico Pride nazionale esistente all’epoca, il contesto sociale e legislativo italiano era profondamente diverso. Da allora, il movimento ha ampliato il proprio raggio d’azione, rendendo visibili nuove identità e istanze, ma senza mai abbandonare la dimensione della lotta.
Oggi, quello stesso spirito torna nelle strade con una consapevolezza maggiore: la visibilità non è solo rappresentazione, ma strumento di cambiamento. «Anche la gioia nelle strade è politica», ribadiscono gli organizzatori, sottolineando come la festa sia parte integrante della rivendicazione.
Il simbolo: una nave verso nuovi orizzonti
A rappresentare visivamente questa edizione è l’opera firmata da Olga Zannoni: una nave con il vento in poppa, lanciata verso il futuro. Un’immagine che richiama il viaggio collettivo del movimento LGBTQIA+, fatto di attraversamenti, tempeste e approdi ancora da conquistare.
Il visual è stato presentato durante la cerimonia di chiusura del Lovers Film Festival, il più longevo festival cinematografico europeo dedicato alle tematiche LGBTQIA+, consolidando ancora una volta il legame tra cultura, attivismo e territorio.
Verso l’EuroPride 2027
L’edizione 2026 non è solo una celebrazione del passato, ma anche una tappa verso un appuntamento di respiro internazionale: nel 2027 Torino ospiterà l’EuroPride. Un riconoscimento che proietta la città al centro del panorama europeo dei diritti civili.
In questo senso, il Pride di quest’anno assume anche un valore preparatorio: un banco di prova per una mobilitazione ancora più ampia, capace di coinvolgere non solo la comunità LGBTQIA+, ma l’intera società civile.
Tra festa e rivendicazione
Il messaggio è chiaro: non c’è contraddizione tra celebrazione e protesta. La musica, i colori, i corpi che attraversano la città sono parte di un linguaggio politico che continua a evolversi.
Vent’anni dopo, il Torino Pride resta uno spazio di visibilità e resistenza, ma anche un laboratorio di futuro. Perché, come ricorda il claim di quest’anno, il vento delle lotte non si è mai fermato, e continua a spingere avanti una nave che non ha intenzione di rallentare.





